Peggio di così non si può. Antonio Conte riparte col piede sbagliato nella stagione in cui deve difendere il titolo di campione d'Inghilterra. La prima giornata in casa contro il neo-promosso Burnley sembrava facile sulla carta, invece si è rivelata una trappola. 

PRIMA DA INCUBO - Al quarto d'ora l'espulsione di Cahill, poi tre gol presi nel giro di 20 minuti e il risultato a fine primo tempo è di 0-3. E' la prima volta nella storia della Premier League che i campioni in carica subiscono tre gol alla prima giornata. Nella ripresa Conte si gioca la carta Morata, che lo ripaga segnando una rete di testa. Ma Fabregas si fa cacciare per doppia ammonizione e il 2-3 di David Luiz arriva troppo tardi per sperare nella rimonta. Così, per la prima volta nella sua carriera da allenatore, Conte viene sconfitto alla prima giornata in un campionato di prima divisione. 

NERVOSISMO EVIDENTE - Conte non vuole fare la fine dei suoi connazionali Ancelotti, Mancini, Di Matteo e Ranieri, esonerati un anno dopo aver trionfato in Inghilterra. Il Chelsea ha già speso 140 milioni di euro sul mercato con un acquisto per reparto: Rudiger dalla Roma in difesa, Bakayoko (ancora infortunato) dal Monaco a centrocampo e Morata dal Real Madrid in attacco. Ma il tecnico italiano non è ancora soddisfatto e vuole altri rinforzi per la Champions. Nella conferenza stampa post-partita Conte si è lamentato con arbitri e giornalisti: "Nelle ultime tre partite ufficiali siamo rimasti due volte in 10 contro l'Arsenal e oggi addirittura in 9, dovrò iniziare a studiare delle formazioni con 9 o 10 giocatori... Dovevamo essere più freddi, invece abbiamo perso la testa. La formazione di oggi è un messaggio alla società per il mercato (col giovane '97 Jeremie Boga titolare, nda)? No, non mi conoscete bene. Schiero sempre la formazione migliore perché voglio vincere, non mandare messaggi alla società. Oggi i giocatori sono questi, ci deve preoccupare poco se poi il club riuscirà a fare qualcosa, qualcosina o niente. Morata si sta allenando con noi solo da 10 giorni per trovare la condizione ed entrare nei nostri meccanismi di gioco. Per questo ho preferito non caricarlo di troppe pressioni facendolo partire dalla panchina, ha già esperienza internazionale ma è ancora giovane. Abbiamo grande fiducia in lui, siamo contenti della mezzora che ha giocato. Ci aspetta una stagione molto dura". Su questo non ci piove.