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  • Tagliente: 'Ecco come riportare la gente negli stadi'

    Tagliente: 'Ecco come riportare la gente negli stadi'

    • L.C.
    La strategia che ha portato dei risultati nel mio lavoro per ciò che riguarda l’ordine pubblico ma soprattutto l’aumento di presenze negli impianti sportivi, e segnatamente negli stadi, è derivata dalla politica imprescindibile secondo me di riportare i bambini sugli spalti e sempre meno come numero di forze di polizia. Gli studiosi della scienza della comunicazione ci possono dare conferme da questo punto di vista”. Lo ha detto l’ex questore di Firenze e Roma ed ex prefetto di Pisa Francesco Tagliente ospite del programma Tuttoviola Bar sport sulle frequenze di Radio Rosa. “Saremo degli sciagurati se pensassimo di riportare i bambini e le famiglie negli stadi senza affrontare il tema della violenza perché metteremo a rischio proprio genitori ed i loro figli – ha aggiunto Francesco Tagliente – In questo tipo di approccio mi muovo sempre con la teoria del doppio binario, derivante da studi psicologici: ‘bastone e carota’ che serve soprattutto per ultras e daspati, quest’ultimi con progetti di recupero, che possono andarsi a godere lo spettacolo della partita, all’interno di regole e vincoli ben precisi che non portino al disturbo della visione di una gara. Chi invece si ostina a non voler abbandonare la violenza, bisogna procedere con un rigore estremo che è quello giuridico che produce maggiore deterrenza rispetto ad eventuali azioni di forza fisica. Fondamentale l’immediatezza delle sanzioni e la loro applicazione. Modello inglese? Alcuni poliziotti britannici hanno imparato dal metodo italiano quando sono ad esempio venuti a Firenze ed hanno visto che strategia usavamo per le gare della Fiorentina, una su tutte, quella contro il Liverpool, dove abbiamo tolto le gabbie all’interno del Franchi ed abbiamo consentito la somministrazione di bevande alcoliche ad i 2400 hooligans che vennero in città. Nessuno di noi si può ritenere il detentore esclusivo delle soluzioni per un corretto ordine pubblico: i club devono fare la loro parte, così come i proprietari degli impianti. Noi ancora a distanza di un decennio continuiamo a lottare per avere impianti a norma, e registriamo situazioni critiche che determinano criticità strutturali, con conseguenze all’esterno degli stadi. Se un impianto non è a norma, non bisogna disputarci alcun incontro”.

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