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  • Lazio, Zarate resta:| 'Ma nella vita non si sa mai'

    Lazio, Zarate resta:| 'Ma nella vita non si sa mai'

     Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, fa il punto sulla situazione del mercato biancoceleste. «Siamo ancora un cantiere aperto, ma stiamo lavorando per fare ancora più forte questa squadra, con acquisti mirati». 

    Partiamo da Miroslav Klose: quando è iniziato il corteggiamento?
    «E’ da parecchio che gli stiamo dietro, precisamente da metà gennaio. E’ stato davvero vicino, ma il Bayern Monaco pretendeva cifre piuttosto alte e ci siamo arresi, almeno in quel momento».

    Poi?
    «Siamo sempre stati in contatto, fino ad arrivare al giorno che è arrivato a Roma la prima volta (il 21 maggio, ndr) e ha conosciuto il presidente Lotito e mister Reja. Lì secondo me si è convinto in modo definitivo».


    Ma quando gli ha offerto la Lazio, come ha reagito?
    «Entusiasta come ne ho visti pochi e non lo dico perché sono il ds della Lazio o perché è un mio amico. Non c’è stato bisogno di stimolarlo o di spiegargli la squadra e la società, anche perché sapeva già tutto».

    Che cosa rappresenta Klose per la Lazio?
    «E’ prima di tutto un grandissimo attaccante e sarà in grado di fare tanti gol e la differenza ancora per diversi anni. Sento dire che non è più giovanissimo, ma sono tutte stupidaggini e chi lo dice se ne accorgerà a breve. Caratterialmente forse è un tipo un po’ chiuso, ma è umile e un professionista con i fiocchi. Sarà un bel punto di riferimento».

    Altro?
    «Oltre a essere un grande giocatore è stato senza dubbio un colpo eccezionale anche per l’immagine, perché negarlo? Per giorni la Lazio è stata sulla bocca di tutti. Si sta sempre parlando del capitano della Germania, di una stella di livello internazionale».

    Beckenbauer ha detto che Klose ha scelto la Lazio anche perché c’era lei. Un bell’attestato di stima?
    «Mi fa piacere, è vero che io e Miro ci conosciamo da tanti anni, quando lui ha esordito al Kaiserslautern era giovane, abbiamo anche giocato in coppia diverse volte. Poi sono andato via, ma siamo sempre rimasti in contatto. Il merito che sia venuto qui però è del presidente Lotito e suo, perché aveva offerte pazzesche da tante altre squadre. Proposte con cui non potevamo davvero competere, invece ha scelto di venire da noi e questo ci ha dato una spinta incredibile».

    E Senad Lulic?
    «Un giocatore importante che crescerà e farà bene. L’impatto con il campionato italiano non sarà semplice, ma è uno tosto».

    Come è nato l’interessamento per il bosniaco?
    «L’ho visto per la prima volta l’anno scorso nella sfida con il Tottenham nei preliminari di Champions League. Mi impressionò per facilità di corsa abbinata alla tecnica e poi in quella circostanza fece anche un gran gol. Ho cominciato a seguirlo da vicino, andando ogni tanto a vederlo».

    Ma quando è scattata la scintilla?
    «In una partita della Bosnia, quando ho visto che Senad faceva il terzino, mentre nello Young Boys giocava esterno offensivo. Da lì ho capito che faceva al caso nostro e abbiamo cominciato a stringere il cerchio, fino a portarlo a Roma».

    E’ un jolly difensivo?
    «Non solo. Può giocare terzino destro e sinistro, ma anche in avanti esterno offensivo su entrambe le fasce. E intermedio».

    E’ soddisfatto della Lazio che sta nascendo?
    «Questo si dovrà vedere alla fine, ma di sicuro si sta cercando di rendere la Lazio ancora più forte e competitiva. Abbiamo una rosa importante dal punto di vista della qualità, si lavorerà un po’ di più sulla quantità».

    Che effetto le fa vedere che su Lorik Cana c’è già tanto entusiasmo?
    «Parlare di uno come Lorik, amico e connazionale, mi mette un po’ in difficoltà. E’ un gran giocatore, ma non lo scopro certo io. E’ uno di quelli che può rendere più forte il reparto con compagni come Ledesma, Matuzalem, Brocchi, Bresciano e Gonzalez».

    A che punto è la trattativa con il Galatasaray?
    «Stiamo aspettando e potrebbero essere giorni importanti, vediamo come si mettono le cose».

    La gente che tifa Lazio dopo Klose ora sogna Cissé.
    «E a chi non piace uno come Cissé. Di più, però, mi spiace ma non dico, anche perché non c’è niente da dire. Per il momento. E poi per veder arrivare un nuovo attaccante qualcuno dovrà uscire».

    Floccari appare l’indiziato. Il Parma non ha nascosto l’interesse.
    «Vediamo se accadrà qualcosa in settimana. Il mercato, d’altronde aprirà tra pochi giorni».

    Capitolo Zarate. Resta, giusto?
    «Certo, sarà con noi, anche perché nessuno l’ha mai messo sul mercato e nessuno ha intenzione di farlo. E’ anche lui un punto di riferimento importante. Poi, nella vita non si sa mai».

    I tifosi, insomma, potranno essere orgogliosi di questa Lazio?
    «Certo, senza dimenticare il gran campionato che hanno fatto i ragazzi l’anno scorso. Da loro ripartiremo con innesti importanti e mirati. Siamo ambiziosi e stagione dopo stagione, pezzo dopo pezzo, Lotito ha tutte le intenzioni di allestire una squadra sempre più importante e competitiva e che possa lottare un giorno per traguardi prestigiosi. L’obiettivo è quello».

    Che programmi ha per questo week-end? Qualche tour in Francia, Inghilterra, Turchia, Albania?
    «Assolutamente no, dopo tanto tempo sarò tranquillo e contento assieme alla mia famiglia».


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