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  • Torino| Lo scetticismo come costante

    Torino| Lo scetticismo come costante

    Da disoccupato, a titolare del Toro: chi l'avrebbe mai detto, che Davide Morello avrebbe ottenuto questo nel giro di sei mesi? Non certo lo stesso portierone siciliano, conscio delle proprie possibilità quanto umile. Non certo i tifosi, che nel 99% dei casi non lo conoscevano. Forse solamente Gianluca Petrachi, che a Pisa aveva costruito un miracolo con la stessa modalità lavorativa che utilizza oggi, e che dunque si fidava (e si fida tuttora) ciecamente di coloro che lo avevano accompagnato nell'avventura in nerazzurro.

    E' bastato poco più di un tempo perché Morello entrasse nei cuori dei tifosi: a Bergamo, un rigore parato contro l'AlbinoLeffe fruttò tre punti, ed altrettanto accadde solo due settimane dopo, a Padova. Belle cose anche nei play-off, quando gli venne lasciata sulle spalle dall'infortunio di Sereni una grande responsabilità. Ben più grande ora, che il vecchio titolare si è fermato proprio là, a Brescia, dove il nuovo portiere salutava con gli occhi lucidi i tifosi, i quali nel frattempo avevano imparato ad amarlo, e a scherzare -ma con affetto- sulla sua ormai celebre “pancetta”.


    Eppure, ancora oggi si solleva qualche sopracciglio al pensiero che questo ragazzone siciliano debba assumersi da solo il peso della porta del Toro. Un conto era quando c'era Sereni e lui lo sostituiva all'occorrenza, pensano, ma tutto il campionato...
    Un'ombra di scetticismo dettata forse soprattutto dal grande vuoto che ha lasciato un precedessore che era tra i più forti dell'Italia intera; un'ombra che Davide Morello dovrà scacciare, una sfida in più da vincere. E' arrivato a Torino a 32 anni: la stessa età che aveva l'attuale estremo difensore del Brescia quando sbarcò in riva al Po. Con intorno a sé lo stesso scetticismo. Eppure, gli è bastato il tempo per essere ricordato a lungo dal popolo granata.


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